XVIII edizione Giornata FAI di Primavera 2010

Un grande spettacolo di arte e bellezza dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio artistico e naturalistico italiano. E ambientato in centinaia di siti particolari, spesso inaccessibili ed eccezionalmente a disposizione del pubblico, 590 in tutte le Regioni. Sabato 27 e domenica 28 marzo 2010 avrà luogo la diciottesima edizione della Giornata FAI di Primavera, una grande festa popolare che dalla sua prima edizione a oggi ha coinvolto più di 5.000.000 di italiani.

Trai beni che verranno aperti al pubblico:

A Roma l’eccezionale apertura di Palazzo Chigi, uno dei più prestigiosi palazzi romani, dal 1961 sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri: in occasione della Giornata FAI sarà straordinariamente possibile visitare alcune delle sale più sontuose e importanti del piano nobile – come la Galleria Deti, studio del Presidente del Consiglio, e la Biblioteca Chigiana.
A Milano saranno aperte eccezionalmente alcune sale della Biblioteca Braidense, parte del progetto illuminista voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria dopo la confisca ai Gesuiti del Palazzo di Brera.

A Firenze per la prima volta verrà aperto al pubblico il Palazzo della Banca d’Italia, costruito tra il 1865 e il 1869, quando la città toscana era capitale d’Italia. A Casignana (RC) si potranno vedere gli splendidi mosaici della Villa Romana che si estende su una superficie di oltre 7.000 metri quadrati e a Siracusa si andrà alla scoperta di una zona misteriosa dell’Ortigia e si potranno visitare due chiese chiuse da decenni, la Chiesa di San Filippo Apostolo e quella di San Francesco di Paola, oltre a un percorso ipogeico chiuso dal 1943.

E ancora, a Venezia il complesso della Misericordia con la Scuola Grande – salone destinato alle riunioni dei confratelli affrescato da Paolo Veronese -, la Scuola Vecchia e l’Abbazia, mentre a Napoli il Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, parte integrante del centro antico della città e diretto in passato da artisti come Donizetti e Cilea, che custodisce antichi manoscritti autografi, edizioni musicali del XVI secolo, raccolte di libretti.

Per gli iscritti al FAI o per chi si iscriverà durante le Giornate orari di visita esclusivi e corsie preferenziali e, tra le aperture riservate speciali visita dell’appartamento di Giuseppe Verdi al Grand Hotel Et de Milan a Milano.

Anche quest’anno il FAI propone in tutta Italia curiosità e itinerari culturali: aree archeologiche, percorsi naturalistici, borghi, giardini, chiese, musei, che per due giorni saranno a disposizione di tutti i cittadini che desiderino visitarli, oltre a escursioni e biciclettate. Circa il 40% dei beni aperti sono fruibili da persone con disabilità fisica.

La Giornata FAI di Primavera, arrivata alla sua diciottesima edizione, è l’occasione per avvicinare gli italiani alla causa della Fondazione e per sostenerne l’attività attraverso l’iscrizione o con una donazione.

L’edizione 2010 della Giornata FAI di Primavera è realizzata con il contributo di Wind e Infostrada: dal 1999 Wind ha scelto di accompagnare l’iniziativa del FAI per far scoprire i piccoli e grandi tesori d’Italia.
E in collaborazione con il Gruppo Editoriale L’Espresso, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana, con il Patrocinio dei Ministeri per i Beni e le Attività Culturali, della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca del Lavoro e Politiche Sociali e con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, con il concorso di numerose Regioni Italiane e il contributo di Bartolini Corriere Espresso. Con il Patrocinio di RAI Segretariato Sociale.

Il FAI ringrazia Province, Comuni, Soprintendenze, Università, Enti Religiosi, FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, CAI – Club Alpino Italiano, ANGT Associazione Nazionale Guide Turistiche, le Istituzioni Pubbliche e Private, i privati cittadini e tutte le aziende che hanno voluto appoggiare la Fondazione, oltre alle 100 Delegazioni e ai 7.000 volontari che con il loro lavoro capillare e la loro collaborazione rendono possibile l’evento.

I visitatori potranno avvalersi anche quest’anno di guide d’eccezione: saranno, infatti, oltre 12.000 gli Apprendisti Ciceroni®, giovani studenti che illustreranno aspetti storico-artistici dei monumenti. Il progetto Apprendisti Ciceroni® è sostenuto da Alleanza Toro.

Fonte: http://www.fondoambiente.it/

Indagine ANISA sui libri di testo

L’ANISA ha scelto 5 manuali tra i più diffusi nelle scuole (“I luoghi dell’arte” di Bora-Fioccadori-Negri; “Storia dell’arte italiana” di G.C. Argan; “Artual” di Bolzoni-Giorgi-Massone-Polo D’Ambrosio; “I luoghi dell’Arte” di Cricco-Di Teodoro; “Storia dell’Arte Italiana” di Bertelli-Briganti) e ha messo a disposizione sul sito – grazie alla collaborazione della case editrici presenti al Convegno – i file pdf corrispondenti alla pagine dedicate da ciascun testo a tre opere d’arte molto note.

L’indagine è rivolta ai docenti di storia dell’arte della scuola secondaria superiore e ai loro studenti. Vi saremmo grati di aderire all’iniziativa, proponendo alle vostre classi un confronto metodologico sui vari testi. La scheda di lavoro è molto semplice e rapida da compilare.

Grazie al sostegno di ASUStek Italy potremo offrire in premio 5 computer portatili (Netbook Eee PC 901GO). I vincitori saranno estratti tra tutti i docenti che avranno partecipato all’indagine inviando per tempo la scheda di lavoro compilata (scadenza: 12 aprile 2010).

Per informazioni sull’indagine comparativa, potete rivolgervi a: alessandra.petrone@anisa.it

La scheda di lavoro e i materiali sono disponibili alla pagina http://www.anisa.it/ConvegnoArgan.htm

Le opere da esaminare sono:

Leonardo da Vinci, Adorazione dei Magi
Leon Battista Alberti, Tempio Malatestiano
Michelangelo Buonarroti, Pietà, San Pietro in Vaticano

Argan e il futuro dei libri di testo

Si è tenuto il 18 febbraio presso l’Accademia di S. Luca a Roma il preannunciato convegno “Il gusto dei problemi”, incentrato sul famoso rivoluzionario manuale di storia dell’arte di Giulio Carlo Argan. Non si è trattato solo di una celebrazione dell’autore per il centenario della nascita. Si è parlato molto del futuro dei libri di testo riunendo per la prima volta allo stesso tavolo autori, editori e fruitori. Nuovi libri sono in preparazione: la nuova edizione del Bertelli-Briganti-Giuliano, del Cadario, del Cricco-Di Teodoro e il nuovo Giorgi. Ma fino a che punto sono efficaci? L’ANISA ha presentato in quest’occasione l’inchiesta che sta conducendo sui manuali di storia dell’arte chiedendo il parere di insegnanti e, da sottolineare, studenti.

Di particolare interesse gli interventi dei prestigiosi relatori stranieri. Jean-Miguel Pire e Henri de Rohan-Csermak (nella foto) hanno parlato dell’inserimento della storia dell’arte come materia obbligatoria in Francia, in tutti gli ordini di studio. Una vera rivoluzione, per cui è stato da modello anche il sistema italiano, unod ei primi ad inserire questa materia nelle scuole superiori. E pensare che la riforma Gelmini sta fortemente attaccando questo primato… Certo è anche vero che, per motivi economici, il sistema francese non prevede l’assunzione di nuovi insegnanti specializzati in questa materia, ma bensì un insegnamento corale e multidisciplinare. Però che contrasto tra una nazione in cui entrambi i candidati alle ultime elezioni presidenziali avevano nel loro programma politico l’argomento storia dell’arte, e la nostra nazione dove se ne parla solo quando bisogna tagliarla!

Beth Harris e Steven Zucker hanno parlato di una nuova esperienza di web-libro: smARThistory un sito che raccoglie lezioni multimediali (audio, video, foto, testi) di storia dell’arte, con un approccio non istituzionale, proponendo conversazioni più che lezioni.  Un’esperienza interessante che  tra l’altro potrà essere utile quando e se la nostra materia verrà insegnata anche in lingua straniera (la riforma precede questa possibilità). Tuttavia è anche l’occasione per riflettere sul futuro dell’ebook, che non può essere una mera trasposizione digitale del testo cartaceo, con tutt’alpiù dei link aggiuntivi. A questo proposito l’intervento di Roberto Mattioni di ASUS ha presentato i nuovi strumenti per “usare” e non semplicemnte leggere l’ebook. Ricordiamo infatti che gli e-reader come il famoso Kindle, sono in bianco e nero (lo richiede la tecnologia dell’inchiostro elettronico) cosa piuttosto negativa per l’insegnamento della storia dell’arte. I netbook sono meno costosi e più diffusi, però sono meno pratici avendo uno schermo piccolo e non essendo touch screen. Il nuovo modello ASUS EeePad, potrebbe mettere d’accordo tutti essendo sostanzialmente una mini LIM, bisognerà vedere quanto costerà…

E anche di LIM  si è parlato nella Tavola Rotonda finale del convegno con gli interventi significativi di autori ed editori (tra gli altri si è distinto  Emilio Zanette per profondità e praticità) e con una massiccia partecipazione degli insegnanti-ascoltatori. Fin’ora, ha fatto notare la presidente dell’ANISA Clara Rech, non sembrano esserci applicazioni specifiche per la nostra materia (escluso, si intende, la possibilità di proiettare e ingrandire le immagini).  Una parziale eccezione è quella della casa editrice Pearson (per testi di “Arte e Immagine” nelle scuole medie): al riguardo un video è visibile nel sito LIMbook (dopo l’intro cliccare “La Lavagna Interattiva Multimediale e i prodotti Pearson per LIM” poi “Oltre il LIMbook” e quindi “Fare arte con la LIM: gli strumenti della Lavagna Interattiva Multimediale“).

Nella maggior parte delle scuole italiane oggi la storia dell’arte si insegna ancora con testi cartacei, fotocopie e nei casi migliori videoproiettore. C’è da chiedersi se in futuro le lezioni memorizzate dalla LIM, i  materiali didattici pescati nella Rete, le visite guidate sostituiranno i libri di testo.  A parer mio non sostituiranno né gli editori (che resteranno comunque fornitori di materiali e saperi attendibili e mirati), né gli insegnanti (che guideranno i discenti a non perdersi nel mare del web).

Iniziative contro i tagli alla storia dell’arte

E’ in corso una petizione online in difesa della storia dell’arte di cui riportiamo sotto il testo. Il link è
http://www.petizionionline.it/utente/barbaracollevecchio/138136 mentre il gruppo facebook collegato No all’eliminazione della storia dell’arte dalle scuole è su http://www.facebook.com/group.php?gid=495160385120.

Il nostro articolo sulla storia dell’arte nei nuovi Licei, Professionali e Tecnici riportano con precisione orari e indirizzi in cui si studierà, o meglio NON si studierà la storia del’arte.

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Appello contro i tagli alle ore di storia dell’arte dalle scuole secondarie
Preso atto della riduzione degli orari di storia dell’Arte nei licei e la sua scomparsa dagli istituti tecnici e professionali dovuti alla riforma Gelmini, ci appelliamo al Ministro della Pubblica Istruzione affinchè riveda questa decisione che ci lascia insoddisfatti e interdetti.
Non possiamo che manifestare il nostro disappunto in merito a punti della riforma che troviamo ideologicamente pericolosi, a partire dalla sua impostazione classista:

La disciplina “Storia dell’arte” rimane, infatti, sostanzialmente nei licei, scuole che nella mente dei riformatori sono le destinatarie di un’umanità superiore, appunto di serie A. L’insegnamento della Storia dell’Arte sparisce infatti dal Professionale, rimanendo nel Tecnico, pur decurtata di ore, in un unico indirizzo, quello Turistico.

Siamo contrari al messaggio per cui le discipline tecniche hanno maggiore dignità rispetto a quelle umanistiche
Ci sembra del tutto ingiustificato che le ore di insegnamento di Storia dell’Arte diminuiscano al liceo artistico per evidenti ragioni di indirizzo di studi e, soprattutto, che al liceo classico, si adotti la scelta penalizzante di assegnare una sola ora settimanale alla disciplina.
Si chiede pertanto di assicurare agli studenti della Scuola italiana e, in particolare, a quelli del liceo classico ed artistico, un insegnamento della storia dell’arte adeguato affinché si possa garantire in modo efficace la formazione disciplinare e culturale dei nostri studenti. Infine, se vogliamo che i cittadini di domani difendano i principi enunciati nell’art.9 della Costituzione, occorre che conoscano il patrimonio storico-artistico che saranno chiamati a salvaguardare. O è proprio questa consapevolezza che si vuole cancellare?

La società civile

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Servizio al TG3 del 9 febbario con intervista a Clara Rech, presidente ANISA

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